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Caldo e sonno leggero: perché dormiamo peggio con l’arrivo dell’estate
Con l’arrivo dell’estate molte persone iniziano a dormire peggio, svegliandosi più volte durante la notte o facendo fatica ad addormentarsi. Il caldo è uno dei principali responsabili, ma non è l’unico fattore coinvolto: anche luce, rumori, cambiamenti di routine e abitudini serali possono influire sulla qualità del riposo.
Non solo il caldo: perché in estate dormiamo peggio
Le alte temperature sicuramente rendono più difficile il naturale processo di raffreddamento del corpo necessario per prendere sonno: per addormentarsi, infatti, l’organismo tende ad abbassare leggermente la temperatura corporea.
Durante l’estate aumentano anche le ore di luce e questo può interferire con la produzione di melatonina, l’ormone che regola il ritmo sonno-veglia: l’esposizione prolungata alla luce naturale nelle ore serali può ritardare il momento dell’addormentamento.
Un altro elemento che spesso peggiora il riposo riguarda il cambiamento delle abitudini quotidiane: in estate si tende a cenare più tardi, a uscire maggiormente la sera e a modificare gli orari del sonno. Anche il consumo di alcolici, aperitivi e pasti abbondanti può disturbare la digestione e favorire risvegli notturni.
Il rumore rappresenta un ulteriore fattore di disturbo: dormire con le finestre aperte espone più facilmente a traffico, schiamazzi, musica e ingresso di insetti come le zanzare. Anche se il cervello non si sveglia completamente, questi stimoli possono provocare piccoli micro-risvegli che riducono la qualità del sonno.
Sonno disturbato e insonnia: facciamo chiarezza
Dormire male per qualche notte non significa necessariamente soffrire di insonnia: il sonno disturbato è spesso una condizione temporanea legata a fattori esterni come quelli sopraelencati.
L’insonnia vera e propria, invece, è un disturbo persistente caratterizzato dalla difficoltà ad addormentarsi, da frequenti risvegli o dal risveglio precoce al mattino. Quindi, per parlare di insonnia cronica, il problema dovrebbe presentarsi almeno tre volte a settimana per più di un mese.
In sostanza, se il disturbo persiste a lungo e compromette concentrazione, umore ed energia durante il giorno, può essere utile confrontarsi con uno specialista. Certo è che chi soffre già di difficoltà nel dormire tende infatti a risentire maggiormente delle alterazioni ambientali tipiche della stagione estiva.
Come riposare bene in estate
Per migliorare il sonno durante i mesi più caldi è utile mantenere la camera fresca e ben ventilata e, se si utilizza il condizionatore, è bene evitare temperature troppo basse e preferire la funzione deumidificazione.
Lenzuola e pigiami in cotone o lino favoriscono la traspirazione e aiutano a disperdere il calore corporeo, mentre dormire completamente svestiti, invece, non sempre rappresenta la soluzione migliore, perché nelle prime ore del mattino la temperatura corporea tende a diminuire.
L’alimentazione serale dovrebbe essere leggera e facilmente digeribile: pasti ricchi di grassi, alcolici o bevande contenenti caffeina possono disturbare il sonno e aumentare la sudorazione notturna: via libera, quindi, a frutta fresca, verdure e cibi idratanti risultano generalmente più adatti durante l’estate.
Infine, per preservare il ritmo sonno-veglia è importante mantenere orari il più possibile regolari, limitando l’uso di smartphone e dispositivi elettronici nelle ore serali: ridurre la luce artificiale prima di dormire favorisce una produzione più naturale di melatonina e aiuta il cervello a prepararsi al riposo.
Se vuoi saperne di più su come dormire meglio, contattaci. I nostri esperti saranno felici di rispondere alle tue domande.
