Consiglio

Mal di testa da rientro alla routine: quanto incidono schermi, postura e stress?
Tornare ai ritmi abituali dopo un periodo di vacanza comporta spesso la comparsa di cefalee e spesso le cause sono da ricercare nell'uso prolungato di schermi, nella postura e nel carico di stress accumulato.
Schermi e affaticamento visivo
L'esposizione prolungata a computer, smartphone e tablet, soprattutto dopo settimane in cui l'utilizzo era stato ridotto, può favorire un affaticamento oculare che si traduce facilmente in cefalea tensiva. Gli occhi, infatti, sono costretti a mantenere il focus su distanze fisse per ore, riducendo la frequenza naturale dell'ammiccamento e causando secchezza oculare.
A questo si aggiunge la luce blu emessa dai display, che può contribuire a un senso di tensione localizzato nella zona frontale e temporale, soprattutto quando l'ambiente circostante è poco illuminato o presenta riflessi fastidiosi.
Postura e tensioni muscolari
Il rientro alla scrivania comporta spesso ore trascorse in posizioni statiche, e una postura scorretta, magari con il collo proteso verso lo schermo o le spalle contratte, può generare tensioni muscolari a livello cervicale che si irradiano fino alla testa.
Questo tipo di cefalea nasce infatti dalla contrattura dei muscoli del collo e del cranio, ed è tra le forme più comuni di mal di testa legate allo stile di vita sedentario. Mantenere una seduta ergonomica, con schermo all'altezza degli occhi e schienale che supporti la curva lombare, può contribuire a ridurne la frequenza.
Inoltre, è consigliabile alternare la posizione seduta con brevi momenti di movimento durante la giornata, per ridurre il rischio che le tensioni muscolari si trasformino in un vero e proprio mal di testa. Anche pochi minuti di stretching leggero al collo e alle spalle, ripetuti più volte nel corso della giornata, possono contribuire a sciogliere le rigidità accumulate davanti allo schermo.
Stress e ripresa dei ritmi
Il rientro alla routine comporta spesso un carico di impegni concentrato in poco tempo, e questo può generare uno stato di stress che rappresenta uno dei fattori scatenanti più frequenti per la cefalea, sia nella forma tensiva che, in alcuni casi, in quella emicranica.
Quando l'organismo percepisce una situazione di pressione prolungata, tende a rilasciare ormoni come il cortisolo, che in eccesso può favorire tensione muscolare diffusa e, di conseguenza, mal di testa. Inoltre, lo stress incide spesso anche sulla qualità del sonno, che a sua volta rappresenta un fattore protettivo importante contro l'insorgenza delle cefalee.
Dedicare qualche momento della giornata a tecniche di respirazione o a brevi pause di decompressione può aiutare a contenere l'accumulo di tensione, così come mantenere orari regolari per i pasti e per il riposo notturno, elementi che spesso vengono trascurati proprio nei primi giorni di ripresa.
Se il mal di testa si presenta con particolare frequenza o intensità, magari accompagnato da altri sintomi, è opportuno rivolgersi al medico o al farmacista, che potranno individuare la causa più probabile e suggerire l'approccio più adatto alla situazione specifica.
Se vuoi saperne di più su come si cura il mal di testa, contattaci. I nostri esperti saranno felici di rispondere alle tue domande.