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Capelli in caduta a settembre: è davvero colpa dell’estate?
01 set 2026

Capelli in caduta a settembre: è davvero colpa dell’estate?

Con l'arrivo di settembre molte persone notano una maggiore caduta di capelli, un fenomeno che spesso genera preoccupazione ma che, nella maggior parte dei casi, ha una spiegazione fisiologica ben precisa.

 

Cause della caduta stagionale

Il capello segue un ciclo composto da tre fasi distinte, scientificamente note come anagen, catagen e telogen, ovvero crescita, riposo e caduta.

In autunno una quota più ampia di follicoli entra contemporaneamente nella fase finale di questo processo, perché l'organismo risponde con un certo ritardo allo stress ossidativo accumulato durante l'esposizione solare estiva, dando origine a un effluvio più evidente rispetto ad altri periodi dell'anno.

Inoltre, l'effetto di raggi UV, acqua salata e cloro delle piscine alterano la struttura della cuticola, ovvero lo strato più esterno del capello responsabile della sua lucentezza e resistenza. Quando questa barriera si danneggia, la fibra perde compattezza e il capello tende a spezzarsi con maggiore facilità, complicando ulteriormente il quadro.

Il fenomeno tende a manifestarsi tra settembre e novembre e, in condizioni fisiologiche, si esaurisce spontaneamente nell'arco di alcune settimane. Il capello caduto viene infatti sostituito da uno nuovo, poiché il follicolo pilifero resta attivo e continua il proprio ciclo produttivo.

 

Falsi miti da sfatare

Uno dei luoghi comuni più diffusi riguarda l'idea che lavare spesso i capelli ne aumenti la caduta: in realtà, lo shampoo rimuove solo quelli già destinati a cadere, senza alcuna influenza sui follicoli sani. Un altro mito da sfatare è quello secondo cui tagliare le punte più frequentemente rinforzerebbe la chioma dalla radice, un'affermazione priva di fondamento scientifico, poiché la crescita dipende da fattori legati al follicolo e non alla lunghezza del capello.

Va inoltre chiarito che, sebbene l'estate rappresenti un fattore scatenante importante, non è l'unica causa possibile: stress accumulato, alimentazione poco equilibrata o cambiamenti ormonali legati a tiroide, gravidanza o menopausa possono contribuire ad amplificare il fenomeno, sovrapponendosi alla componente puramente stagionale.

 

Consigli per settembre

Il primo passo consiste nell'affidarsi a una detersione delicata, scegliendo shampoo privi di tensioattivi aggressivi che rischiano di indebolire ulteriormente una fibra già provata dai mesi estivi. È inoltre utile prediligere l'acqua tiepida piuttosto che calda, così da evitare di aprire eccessivamente le squame della cuticola.

Per sostenere il capello durante questa fase, vengono spesso indicati alcuni principi attivi reperibili in integratori o lozioni specifiche:

  • la biotina, coinvolta nei processi di cheratinizzazione;
  • lo zinco, che partecipa alla sintesi proteica del follicolo;
  • gli aminoacidi solforati, componenti essenziali della cheratina stessa.

Anche limitare l'uso di piastre e phon ad alte temperature, applicando eventualmente un prodotto termo-protettore prima dello styling, contribuisce a ridurre lo stress meccanico su una struttura già fragile. È altrettanto consigliabile posticipare trattamenti chimici come colorazioni o decolorazioni fino a quando la fibra non abbia recuperato parte della propria resistenza naturale.

Se la caduta si protrae oltre i tre mesi, oppure si accompagna a un evidente assottigliamento della chioma o a segnali come prurito persistente e desquamazione del cuoio capelluto, è opportuno non sottovalutare la situazione. In questi casi, rivolgersi a un dermatologo o a un tricologo consente di individuare la causa reale ed evitare di affidarsi esclusivamente a rimedi generici, poco efficaci quando l'origine del problema è diversa da quella relativa al cambio di stagione.

Se vuoi saperne di più su come prendersi cura dei capelli dopo l’estate, contattaci. I nostri esperti saranno felici di rispondere alle tue domande.

 

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